Il sole è un coniglio arancio

ancora celato dal magico cilindro della valle

e tu sei lì che già pedali

con un garbuglio di pensieri

che si spostano dalle cime al tuo fiato

e poi scendono verso l'asfalto

sussurrandoti paradossi e fatica.

 

Ti sollevi e rilanci, rilanci,

rilanci sul tavolo verde della vita

sempre di più

sempre più senza un perchè.

Acceleri ancora

e vedi i ghiacciai fondersi

in languide lacrime.

 

Un dolore imprecisato sale i tornanti

tra la folla acclamante

svelto, imprendibile, indomabile:

semplicemente Marco.

 




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